QUARESIMA E MERCOLEDì DELLE CENERI
LA QUARESIMA E IL MERCOLEDI DELLE CENERI
La Quaresima commemora i quaranta giorni trascorsi
da Gesù nel deserto, in preparazione agli anni di predicazione che culminarono
nella Croce e nella gloria della Pasqua. Quaranta giorni di preghiera e di
penitenza. Al loro termine, avviene l'episodio che la liturgia di oggi
offre alla nostra considerazione nel Vangelo della Messa: le tentazioni di
Gesù. Un episodio pieno di mistero, che l'uomo cerca invano di capire — Dio che
si sottomette alla tentazione, che lascia agire il Maligno — ma che può essere
meditato chiedendo al Signore che ci faccia comprendere l'insegnamento che vi è
contenuto. Gesù tentato. La tradizione spiega questa scena considerando che
Nostro Signore, per darci esempio in tutto, volle subire anche la tentazione. E
infatti è così, perché Gesù fu perfetto uomo, uguale a noi in tutto, meno che
nel peccato...
La Chiesa, ci ricorda che nel tempo di Quaresima — tempo in cui ci riconosciamo
peccatori, pieni di miserie, bisognosi di purificazione — c'è posto anche per
la gioia. Perché la Quaresima è anche tempo di fortezza e di gaudio. Dobbiamo
sentirci pieni di coraggio, perché la grazia del Signore non può mancare: Dio
sarà sempre accanto a noi e manderà i suoi angeli perché siano i nostri
compagni di viaggio, i nostri prudenti consiglieri lungo la via, i
collaboratori in tutte le nostre imprese, “gli angeli ti terranno per mano,
affinché il tuo piede non inciampi nei sassi”. ( san Josemaria,“Gesù che
passa, 61 e 63)
Le ceneri: il segno della conversione
Anzitutto sono segno della debole e fragile condizione dell’uomo.
Abramo rivolgendosi a Dio dice: "Vedi come ardisco parlare al mio Signore,
io che sono polvere e cenere..." (Gn 18,27). Giobbe riconoscendo il limite
profondo della propria esistenza, con senso di estrema prostrazione, afferma:
"Mi ha gettato nel fango: son diventato polvere e cenere" (Gb 30,19).
In tanti altri passi biblici può essere riscontrata questa dimensione precaria
dell’uomo simboleggiata dalla cenere (Sap 2,3; Sir 10,9; Sir 17,27).
Ma la cenere è anche il segno esterno di colui che si pente del proprio agire malvagio e decide di compiere un rinnovato cammino verso il Signore. Particolarmente noto è il testo biblico della conversione degli abitanti di Ninive a motivo della predicazione di Giona: "I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo. Giunta la notizia fino al re di Ninive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere" (Gio 3,5-9). Anche Giuditta invita tutto il popolo a fare penitenza affinché Dio intervenga a liberarlo: "Ogni uomo o donna israelita e i fanciulli che abitavano in Gerusalemme si prostrarono davanti al tempio e cosparsero il capo di cenere e, vestiti di sacco, alzarono le mani davanti al Signore" (Gdt 4,11).
Ma la cenere è anche il segno esterno di colui che si pente del proprio agire malvagio e decide di compiere un rinnovato cammino verso il Signore. Particolarmente noto è il testo biblico della conversione degli abitanti di Ninive a motivo della predicazione di Giona: "I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo. Giunta la notizia fino al re di Ninive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere" (Gio 3,5-9). Anche Giuditta invita tutto il popolo a fare penitenza affinché Dio intervenga a liberarlo: "Ogni uomo o donna israelita e i fanciulli che abitavano in Gerusalemme si prostrarono davanti al tempio e cosparsero il capo di cenere e, vestiti di sacco, alzarono le mani davanti al Signore" (Gdt 4,11).
La semplice ma coinvolgente liturgia del mercoledì delle ceneri
conserva questo duplice significato che è esplicitato nelle formule di
imposizione: "Ricordati che sei polvere, e in polvere ritornerai"
e "Convertitevi, e credete al Vangelo".
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