QUARESIMA, CONVERSIONE.
Ascoltare e digiunare
La Quaresima come tempo di conversione
"Ogni cammino di conversione inizia quando ci lasciamo raggiungere dalla Parola e la accogliamo con docilità di spirito...
Chiamati a compiere in Quaresima un cammino condiviso, nel quale l’ascolto della Parola di Dio, come pure del grido dei poveri e della terra, diventi forma della vita comune e il digiuno sostenga un pentimento reale..." (LEONE XIV, messaggio per la Quaresima 2026)
quaresima. conversione. fiducia
il segno di giona
Lc 11, 29-33: In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato nessun segno fuorché il segno di Giona.»
Anche noi ci accalchiamo intorno a Gesù. E possiamo sentire questo rimprovero. Generazione malvagia!
Lo dice a me! Forse si è abusato di una retorica “terrorizzante”, ma il duro richiamo del Signore ci può essere di aiuto!
Gesù è venuto per salvarmi, non è venuto per farmi sentire più buono. Il Signore dice la verità e dobbiamo ascoltarlo. Per reagire.
Noi non sopportiamo la correzione. Umiltà per cambiare!
Siamo una generazione “malvagia”, perché chiediamo “un segno”. Non ci fidiamo
I farisei e i pubblicani, lo mettevano alla prova, non si fidavano. Ma anche noi “chiediamo” un segno.
Io non credo più perché il Signore non mi ha dato ciò che gli ho chiesto.
Mi sono intiepidito, me ne rendo conto adesso, perché il Signore non mi risolve i miei problemi. Perché non ho frutti nella mia vita spirituale, trovo le cose difficili, ecc.
Anche noi aspettiamo il segno del successo. Se le cose mi vanno bene, Dio c'é e mi ama! Se invece mi sembra che vadano male, mi volto offendo e mi allontano!
Tale forma di religiosità è rifiuto fondamentale di conversione. Eppure, quante volte anche noi dipendiamo dal segno del successo! Quante volte chiediamo il segno e rifiutiamo la conversione!
Gesù non dice che non ci darà nessun segno, ma che ci darà il segno di Giona.
Tempo di quaresima, tempo di ravvedimento e di conversione. Tempo di fare un atto di fede. Credere che Gesù è il mio Salvatore. Giona è “figura di Gesù”.
la logica di Giona e la misericordia di Dio
Poiché come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione.
Chi era Giona:
Il libro di Giona, uno dei profeti dell'AT, personaggio storico, è, come lo ha definito Benedetto XVI, una parabola, Che annuncia eventi futuri. Annuncia la conversione di tutti i popoli, che si avvera con Gesù. Ma soprattutto svela il vero volto di Dio che non è un giudice implacabile, ma un Dio misericordioso che salva anche i peccatori.
Giona rifiuta l’incarico, andare a Ninive per predicare la conversione e tenta di evitarlo con la fuga. Perché gli Assiri avevano distrutto Gerusalemme e, nonostante questo, teme che “si ravvedano” e quindi si salvino!
Poi è Giona che si converte e accetta di immolarsi per salvare i marinai della nave che aveva preso per fuggire dal Signore. Sta “tre giorni” nel ventre del pesce, risorge e accetta la “Missione” di andare a Ninive!
É il mistero della misericordia di Dio, che perdona i peccatori.
Ninive è, simbolicamente, ogni cultura che si allontana da Dio.
La nostra società che si è allontanata da Dio. La nostra cultura che cerca “segni” e non vedendoli cerca altre strade.
Non condanniamo nessuno, ma accettiamo che la misericordia di Dio è per tutti. Anche noi pensiamo che i peccatori non possono convertirsi.
Invece ciò che ci dice questa racconto, è che i peccatori si possono convertire e anzi “Gesù”, è venuto proprio per loro. Si è immolato per tutti.
Ma la strada che ci indica è quella della conversione personale, del cambio interiore, perché anche noi siamo peccatori, ma salvati dall'amore di Gesù!
la mia conversione
«Quelli di Ninive sorgeranno nel giudizio insieme con questa generazione e la condanneranno; perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, ben più di Giona c'è qui» (Luca 11,33)
Anche Giona si converte. Crede nella parola del Signore, rinuncia a se stesso. Accetta il sacrificio. Accetta l’obbedienza: condivide la loro sorte e quindi può predicare.
1. Primo passo per la mia conversione: farmi raggiungere dalla salvezza che viene dalla morte di Cristo: mediante la contrizione e la confessione.
Nella Scrittura il terzo giorno è quello nel quale si risolve una situazione critica, disperata. Il terzo giorno appare sempre come quello del dono della vita.
2. Secondo passo: reagire come il Re di Ninive, l’umiltà.
Indossiamo allora il sacco e ricopriamoci di cenere, i segni della debolezza e della caducità bisognosa che tutti ci accomuna, della realtà che ci definisce quali peccatori, sine glossa e senza giustificazioni; disponiamoci al digiuno e alla preghiera, i segni della Grazia che prende vita nelle nostre esistenze, che si fa fiduciosa risposta all'amore di Dio. Inginocchiamoci in questa quaresima, in attesa della mano del Signore tesa a salvarci e della sua Parola di vita. Un Segno per convertirci.
Nel considerare le nostre infedeltà, i tanti errori, le debolezze, le viltà, ciascuno ha le sue, ripetiamo di tutto cuore al Signore l'esclamazione del pentimento di Pietro: "Domine, tu omnia nosti, tu scis quia amo te! (Signore tu sai tutto, tu sai che ti amo)[Gv 21,17]
la fiducia di Maria
Come avverrà questo? Lasciarsi condurre dallo Spirito Santo come ha fatto Maria. La conversione è un cambio che può avvenire solo se ci lasciamo condurre dallo Spirito proprio accettando le nostre miserie, perché mi inducono ad appoggiarmi a Dio, che è il nostro baluardo.
Commenti